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Le Gladiatrici dell’ Antica Roma

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10 agosto 2014 di Girl Power free-magazine

LE GLADIATRICI – LE REGINE DELL’ARENA

 

“…Muscolose e super addestrate combattevano come i loro colleghi maschi, ma le
ragazze che si davano all’ Ars Gladiatoria primeggiavano in ogni angolo dell’ Impero, combattevano spesso seminude e senza elmo. Lo facevano per passione, per rango, per disciplina e per estetica, ma non come schiave appartenevano all’ Elitè imperiale…”

Se pensate si tratti del solito film storico rielaborato in salsa fantasy, vi sbagliate: 2.000 anni fa le donne combattevano davvero negli anfiteatri di tutto l’Impero Romano, proprio come i loro più famosi colleghi maschi. Ma, a differenza degli uomini, la maggior parte delle gladiatrici non era formata da schiave, straniere o cittadine poverissime costrette a imbracciare le armi per soldi o per costrizione. «Alcune donne svilupparono una tale passione per i combattimenti da decidere volontariamente di scendere nell’arena» spiega Fik Meijer, docente di Storia antica all’Università di Amsterdam (Olanda).
Questo tra l’altro spiega perché tra le ragazze gladiatrici non mancavano neppure ricche matrone di classe più, elevata, spinte probabilmente più dal desiderio di gloria o magari dalla voglia di dare un taglio alla monotonia delle loro esistenze che dal sogno di confontarsi con i maschi. Le gladiatrici sono attestate in archeologia e in letteratura.

Nel 19 d.C. venne emanato sotto Tiberio il Senatus Consultum di Larinum, un decreto senatoriale che, tra le altre cose, vietava a uomini e donne, legati da parentela verso senatori o verso equites, di apparire sulla scena o di mostrarsi nelle vesti gladiatorie.

Il decreto, parte del quale ci è pervenuto inciso su una tavoletta bronzea, conosciuta come la Tabula Larinas, citava a sua volta un precedente decreto dell’11 d.C. in cui si proibiva alle giovani sotto i venti anni di esibirsi in un’arena. Il suo contenuto implica, anche se non diversamente confermato, che alcune donne si erano già cimentate in questi duelli.

In base ai dipinti pare che le Gladiatrici combattessero a torso nudo e che indossassero raramente l’elmo, a prescindere dalla figura gladiatoria rappresentata. Il fatto che il loro combattimento notturno coincidesse con gli eventi principali dei giochi è indice della possibile importanza delle gladiatrici.

Nel Satyricon di Petronio vi è anche un riferimento – basato forse su di uno spettacolo reale – ad un essedarius donna, o ad una che ha combattuto su di un carro in stile celtico.

Un articolo estratto da “Gladiatrici in lotta al Colosseo” estratto dal CORRIERE

LE GLADIATRICI DEGLI IMPERATORI NERONE E DOMIZIANO

“..In base ai dipinti pare che le gladiatrici combattessero a torso nudo e che indossassero raramente l’elmo..”

Nel Satyricon di Petronio vi è anche un riferimento – basato forse su di uno spettacolo reale – ad un essedarius donna, o ad una che ha combattuto su di un carro in stile celtico.

Lagladiatrice female bodybuilder maggior parte degli studiosi moderni considera quello delle gladiatrici uno spettacolo originale, visti gli scarsi scritti su di esse, ma la scrittrice Amy Zoll osserva che il fatto che gli storici antichi che le menzionano lo fanno con tanta disinvoltura può suggerire che esse fossero “più diffuse di quanto le testimonianze dirette ci potrebbero altrimenti indicare”. In un’iscrizione trovata a Ostia antica un certo Hostilinianus si vanta di essere stato il primo editor a portare le gladiatrici in città.

Mark Vesley, uno storico della società romana, ipotizza che le scuole gladiatorie non fossero luoghi idonei per le donne, che possono avere studiato con dei tutors nei Collegia Iuvenum. Queste scuole erano dedicate alla formazione nelle arti marziali degli uomini dei ceti elevati di età superiore ai 14 anni, ma Vesley ha trovato tre diversi riferimenti a donne che l’hanno frequentata, tra cui una che è morta. In un’iscrizione si legge: «alle forme divine di Valeria Iucunda, che apparteneva al corpo degli iuvenes. Visse 17 anni e 9 mesi».

Da ciò si deduce che le Gladiatrici non erano delle schiave ma appartenevano all’ elitè guerriera dell’ Antica Roma.

Durante uno degli spettacoli offerti dall’imperatore Nerone apparvero donne, persino di rango senatoriale, sia nelle vesti di bestiarii che di gladiatrici. Lo stesso Nerone, ai giochi organizzati nel 66 d.C. da Patrobio a Puteoli, l’odierna Pozzuoli, per Tiridate I di Armenia.

Oltre a Svetonio,  dopo di Nerone un altro grande estimatore delle Gladiatrici fu infatti l’imperatore Domiziano (51-96 d.C.). L’ultimo rappresentante della dinastia Flavia inserì sistematicamente nei suoi spettacoli i combattimenti femminili, ne parlano sia Marziale che Publio Papinio Stazio.

Nelle Vite dei Cesari Svetonio narra che l’imperatore Domiziano ha offerto venationes e spettacoli gladiatorii notturni, alla luce delle torce, comprendenti combattimenti tra gli uomini e anche tra le donne; Cassio Dione aggiunge che nei combattimenti notturni gettava talvolta nell’arena nani e donne uno contro l’altro. In base ai dipinti pare che le gladiatrici combattessero a torso nudo e che indossassero raramente l’elmo, a prescindere dalla figura gladiatoria rappresentata. Il fatto che il loro combattimento notturno coincidesse con gli eventi principali dei giochi è indice della possibile importanza delle gladiatrici.

“(S)vestite, sudate e muscolose: il fascino esercitato sugli spettatori non poteva essere maggiore. E proprio perché nessuno lo considerava un lavoro adatto alle femmine, lo spettacolo di due donne armate l’una contro l’altra, che si affrontavano, parte, a torso nudo eccitava la folla ancora di più.”

Nel I secolo, i senatori romani provarono a frenare o almeno a restringere il numero delle ardimentose e numerose Gladiatrici.
Così un senato consulto dell’11 d.C. vietò alle ragazze con meno di 20 anni a esibirsi : la tavoletta di bronzo di Larino (Cb), che riporta il decreto emanato sotto l’imperatore Tiberio, specifica tra le altre cose che “è proibito il reclutamento, ai fini della gladiatura, di figlie, nipoti e pronipoti di senatori ed equiti (i cavalieri, ndr) che non abbiano ancora compiuto 20 anni». Che potevano pensarne, del resto, i puristi dell’ars gladiatoria, secondo cui i combattimenti in tinta rosa offendevano la gloriosa virtù militare degli uomini? Ogni male senz’altro. E infatti l’imperatore Settimio Severo, da buon generale, nel III secolo d.C. decise con un editto di proibire alle donne di scendere nell’arena. Chiunque avesse tragredito alla legge rischiava pesanti sanzioni, ma anche allora, come due secoli prima, nessuno si preoccupò più di tanto, anzi era un fenomeno sembrava un inarrestabile.
A Ostia, alcuni decenni dopo il regno di Settimio, Ostiliano, magistrato della città oltre che sponsor e finanziatore di giochi, venne ricordato iun un’iscrizione come “Il primo a far combattere le donne, da quando la città è stara fondata”. È perciò difficile stabilire quando le gladiatrici uscirono davvero sull’arena; ma in fondo nessuno potrà negare che le donne combattono ancora oggi.

IL RITROVAMENTO DEL BASSORILIEVO ALICARNASSO

 

La più convincente prova dell’esistenza di gladiatrici è un bassorilievo marmoreo del I o del II secolo trovato ad Alicarnasso e attualmente in mostra al British Museum di Londra. Il bassorilievo, in cui sono rappresentate due gladiatrici in combattimento della categoria provocatrices, testimonia che alcune donne hanno combattuto con armature pesanti. L’iscrizione ci indica i loro pseudonimi, rispettivamente Amazon e Achillia e ci dice che venne loro concessa la missio ossia la sospensione, avendo ambedue combattuto valorosamente nello scontro.

Le due combattenti indossano il subligaculum e l’equipaggiamento tradizionale dei gladiatori, come schinieri e manica. Entrambe sono armate di una spada e uno scudo, ma non indossano né l’elmo né una tunica (sono a seno nudo, come si raffigura nell’ amazzonomachia).

Ricerca storica sulle Gladiatrici

Durante la rievocazione storico di Caio Mario e dell’antica Roma l’Associazione Culturale S.P.Q.R. mette in scena il combattimento di due gladiatrici.

http://www.youtube.com/watch?v=bmFN99rV5Bk

Ricerca storica sull’ esistenza delle Gladiatrici nell’ Antica Roma

http://www.youtube.com/watch?v=Jq7nuE0itfo

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Articolo della testata giornalistica britannica del Dailymail

Dailymail uk article – Rare statue shows topless female gladiator

La gladiatrice di un gioco di ruolo in voga.

gladiatrix_ref_sheet_enhanced_by_mottla_artby Mottla Art

GLADIATORE DE FERRO

 

GLADIATRICI MODERNE

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